La sostenibilità, segno d’amore per il pianeta, segno di civiltà per chi ci vive.

Il cibo del futuro dovrà tutelare la salute dei consumatori, rispettare la filiera alimentare, salvaguardare le risorse. Parola di Chiara Nasi, Presidente di CIRFOOD.

Con l’arrivo del 2019, abbiamo chiesto a Chiara Nasi, Presidente di CIRFOOD, di illustrare la visione e i progetti per il futuro dell’impresa. Che mettono al centro lo sviluppo sostenibile in tutte le sue dimensioni.

Che cosa vuole dire per CIRFOOD essere un’impresa sostenibile oggi? Quali sono le sfide di un’impresa di ristorazione nello scenario attuale?

Se si vuole fare impresa oggi, non si può prescindere da un modello di sviluppo sostenibile, è un impegno sociale, è un segno d’amore per il nostro pianeta e per quelli che lo vivono, è un segno di civiltà.

Nella nostra Carta di Unicità ci siamo impegnati ad attuare politiche di sviluppo sostenibile perché riteniamo che le scelte di oggi daranno forma al nostro futuro. Per noi il cibo del futuro dovrà tutelare la salute dei consumatori, rispettare la filiera alimentare, salvaguardare le risorse del pianeta.

Interveniamo quindi sui molteplici ambiti che possono toccare un’impresa di ristorazione: educazione alimentare e a un consumo consapevole, attenzione allo spreco, riduzione degli imballaggi, rapporti di filiera sostenibile, economia circolare, efficientamento energetico… Ci diamo obiettivi sempre più sfidanti e, aspetto altrettanto importante, rendicontiamo ciò che facciamo attraverso il nostro bilancio di sostenibilità redatto secondo le linee guida ISO 26000 e GRI standard. Per il 2019, avranno particolare importanza le azioni intraprese per l’efficientamento energetico e la prevenzione degli sprechi in ottica di economia circolare.

Quota di biologico, lotta allo spreco, educazione alimentare… Sono solo alcune delle sfide da affrontare nella ristorazione collettiva nelle mense scolastiche: quali sono le risposte e le iniziative di CIRFOOD in questo canale?

La ristorazione scolastica è il principale segmento di attività della nostra impresa, con un’utenza molto delicata, i bambini. Siamo pienamente consapevoli della responsabilità che abbiamo nei loro confronti, anche in termini educativi, sui temi della corretta alimentazione, della lotta allo spreco, del riciclo, della conoscenza in generale. Nell’anno 2018 abbiamo portato avanti alcuni progetti con queste finalità, in particolare abbiamo ideato una piattaforma multisensoriale per l’educazione al consumo consapevole, il Food Shuttle, che si affianca alle altre iniziative di prevenzione dello spreco.

L’attenzione alle risorse umane è un fattore competitivo: può indicare gli highlights principali con cui approcciate quest’aspetto?

Il nostro asse valoriale ruota attorno a tre semplici parole: CIBO, CULTURA, PERSONE, e proprio queste ultime sono la risorsa più importante della nostra impresa, un’impresa di persone che offrono un servizio ad altre persone. Per questo motivo portiamo avanti da sempre il modello partecipativo. Siamo un’impresa cooperativa, e questo per noi significa progettare insieme, decidere insieme, lavorare insieme. Ogni anno organizziamo circa 20 assemblee in cui raccontiamo ai nostri colleghi cosa sta facendo l’impresa, dove sta andando e dove vuole arrivare, coinvolgendoli direttamente. In quelle occasioni visitiamo alcune delle nostre unità produttive in Italia e parliamo con le persone per farci raccontare il loro lavoro, le loro difficoltà e i loro successi. Inoltre abbiamo un sistema di welfare aziendale denominato NOIXNOI che garantisce migliori condizioni lavorative e personali rispetto al contratto collettivo nazionale e assistiamo, attraverso uno sportello “sociale”, i nostri colleghi per rendere più agevole l’accesso ai benefici previsti. Non da ultimo, attraverso la nostra Accademia di formazione, costantemente aggiornata, promuoviamo corsi per migliorare le competenze e la professionalità in tutti i ruoli dell’impresa.

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