Biologici fin dai banchi di scuola

di Emanuela Taverna

L’uso di alimenti bio nelle mense scolastiche ha una funzione cruciale nell’educazione alimentare delle nuove generazioni. Il Rapporto BioBank 2018 incorona CIRFOOD al secondo posto tra gli operatori più virtuosi.

Il 2018 è un altro anno molto positivo per il biologico. I dati dell’Osservatorio Sana, infatti, confermano che gli alimenti organic sono ormai una presenza fissa sulle tavole degli italiani, con un 42 per cento di acquirenti frequenti (heavy user, la cui spesa è composta almeno all’80 per cento da prodotti biologici) e con almeno un acquisto annuale da parte di 8 italiani su 10.

Ma per quanto riguarda le scuole? Qual è la situazione del biologico nelle mense scolastiche italiane? A fare il punto è stato il Rapporto Bio Bank, confermando il legame a filo doppio tra biologico e bambini.

Le mense hanno infatti un ruolo strategico, affiancandosi a un percorso di educazione alimentare voluto anche dalle famiglie. Questa scelta è inoltre un investimento sulla salute dei bambini e dell’ambiente. Senza trascurare il fatto che le scuole, per i produttori di biologico, restano uno dei principali sbocchi commerciali.

Nonostante l’influenza della crisi economica sui bilanci comunali, chi ha scelto di introdurre il bio nelle mense scolastiche difficilmente torna indietro. L’onda lunga della crisi agisce però da freno per chi vorrebbe iniziare.

biologici fin dai banchi di scuola

Cosa emerge dai dati Bio Bank sulle mense scolastiche

Il mercato della ristorazione biologica è stimato in 377 milioni di euro nel 2016, con una crescita del 135 per cento rispetto al 2007, quando valeva 160 milioni di euro. Le mense scolastiche che utilizzano prodotti bio rientrano in questo macroinsieme: nel 2017, BioBank ne ha censite 1.311 (erano 1.288 del 2016).

Una mensa su quattro del campione analizzato utilizza dal 70 al 100 per cento di alimenti biologici. In particolare, sul totale di 1.311 mense censite, sono 129 quelle che utilizzano dal 70 all’89 per cento di ingredienti bio e 111 quelle che ne utilizzano dal 90 al 100 per cento.

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Regioni e operatori sul podio: CIRFOOD medaglia d’argento

La regione leader per numero assoluto si conferma la Lombardia con 245 mense bio, seguita a ruota dal Veneto con 215, mentre l’Emilia-Romagna ne conta 163. Per densità delle mense rispetto al numero di abitanti, spiccano invece Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto.

All’Emilia Romagna appartengono anche le aziende più virtuose delle 14 imprese ristorative analizzate da BioBank: CIRFOOD - per numero di pasti serviti e percentuale di materie prime bio utilizzate – si aggiudica la medaglia d’argento, posizionandosi al secondo posto.

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I numeri di CIRFOOD

La percentuale di alimenti provenienti da agricoltura biologica acquistati da CIRFOOD per tutti i vari rami di attività ristorativa, come riporta il Bilancio di Sostenibilità 2017, è del 20 per cento. Se si considerano anche i prodotti a filiera corta, tipici (siano essi DOP, IGP o STG), equosolidali, e a km zero, la quota sale al 23 per cento.

Il biologico, in effetti, non è il solo criterio per valutare la sostenibilità di un operatore della ristorazione: complessivamente, il numero di fornitori attivi sul portale CIRFOOD selezionati usando criteri ambientali sono stati 82, e sempre 82 quelli accettati in base a criteri sociali. CIRFOOD ha inoltre acquistato dal Consorzio Libera Terra (che commercializza prodotti provenienti da terreni confiscati alla criminalità organizzata) 13.737 kg di prodotti per 32.211 euro.

Un ruolo importante gioca poi l’italianità della filiera, non solo per l’expertise riconosciuta al made in Italy, ma anche per la ricaduta positiva della cooperativa sull’economia nazionale. Il 65% della pasta acquistata da CIRFOOD proviene da grano duro 100 per cento italiano, così come il 69 per cento delle carni bovine arriva da animali nati, allevati, macellati e sezionati in Italia.

Provengono da pesca sostenibile certificata il 24 per cento dei prodotti ittici, mentre tutte le carni avicole sono da animali allevati a terra e l’obiettivo è portare al 100% anche l’acquisto di uova da galline allevate a terra.